Joe Galullo & The Blues Messengers
The Blues is Back! (Blue Melody 2004)
Passione e
mestiere al tempo stesso in questo disco di torrido rock-blues, a tratti
però attraversato da un intelligente apertura mentale verso sfumature
soul e roots. L'esperienza certamente paga, visto che Joe Galullo
non è un personaggio di primo pelo, bensì un musicista cinquantenne che
ha attraversato le mille stagioni del rock italiano, portando avanti un
serio discorso di amore verso le dodici battute. Milanese di nascita,
nomade per vocazione, ha conosciuto l'era del beat italiano, si è fatto
le ossa girando mezza Europa, spostandosi lentamente dalle spinte rock
degli esordi verso il linguaggo del blues. Negli anni ottanta lo
troviamo a Bologna e poi in numerosi tour di supporto a grandi nomi
della scena internazionale. Poche testimonianze in studio fino ad oggi,
molta gavetta però dal vivo e l'energia live si sente in The Blues
is Back!, lavoro che raccoglie diversi episodi introvabili
risalenti alle sue produzioni anni ottanta a cui si aggiunge materiale
di nuova composizione. Dieci i brani, una sola cover, l'ottima Hard
Times di Ray Charles, ironia della sorte scomparso proprio di
recente. Joe Galullo maneggia la materia blues con maestria e possiede
anche una voce interessante, ruvida, soulful e dalle timbriche magari
non perfette, ma molto calda e passionale. La musica segue questa onda
emozionale: non cercate particolare originalità nelle note della
torrenziale I Feel I've got The Blues o nello slow I'm So Down,
piuttosto una qualità indubbiamente sopra la media per gli appassionati
del genere. Non solo virtuosismo comunque nelle corde di Galullo, che si
èì scelto un trio di spalla poco invadente e versatile. E' proprio quando
abbandona i territori classici del rock-blues, che The Blues is Back! fa
centro: basilare in tal senso il piano di Alessio Raffaelli, che
contribuisce alle sfumature boogie di Down the Road e dell'ottima
Whisky and Women, alla vivace Down in New Orleans, per
chiudere con le note da barrelhouse di Kukurukuku, forse
l'episodio più coraggioso della raccolta. Nell'insieme un ulteriore
dimostrazione di una scena blues italiana sempre prodiga di ottimi e
poco considerati professionisti (Fabio Cerbone)
www.skantinato.it/joegalullo Biografia
E' nato a Milano nel 1950. Da una vecchia chitarra
impolverata trovata nel solaio di casa nasceva la passione che diventerà
motivo conduttore di tutta la sua vita. A tredici anni suonava Guitar Boogie di Arthur Smith e nel 1964, è
entrato nel suo primo gruppo, i Moods, che suonavano brani di Little
Richard, Ray Charles e The Yardbirds. I Moods si sono esibiti nei locali
più famosi in Lombardia come il Tricheco (MI) e Le Rotonde Di Garlasco
(PV), dividendo il palco con i Bisonti, i Gleeman ed i New Dada, che
rappresentavano il movimento beat del momento. Joe si è avvicinato anche
al jazz, inseguendo l'altra grande passione musicale, Django Reinhardt. Dopo l'esperienza con i Moods, Joe ha costituito gli Atomic Head, un
gruppo rock-blues dal suono grintoso che interpretava brani dei Cream,
di Jimi Hendrix e brani scritti dallo stesso Joe. Gli Atomic Head,
subito dopo il sessantotto, hanno suonato nei festival alternativi
promossi da Re Nudo, Stampa Alternativa ed altri. Dal 1971 fino al 1980, Joe ha girato l'Europa, fermandosi a lungo ad
Amsterdam ed a Londra, dove suonava nelle strade e nei metrò. Si è poi
trasferito a Bologna dove, seguendo percorsi separati, lui ed Andy J.
Forest hanno rappresentato per circa un decennio il movimento blues
locale. Nel 1981 ha conosciuto Ermanno Costa ed è nata una collaborazione
sfociata nella produzione del suo primo disco realizzato con The Blues
Messengers: Its My Life(1986 “Coast To Coast). E' iniziato così un periodo di concerti che lo hanno portato sui migliori palchi italiani:
Pistoia Blues Festival, Porretta Soul Festival, Bologna Blues Festival
ed altri, riscuotendo ampio consenso. Da ricordare anche la tournèee con
Jorma Kaukonen. Sul finire degli anni ottanta ha aperto una parentesi rockabilly,
fondando i Jack Daniels' Lovers, che abbandonava presto per dedicarsi
assieme ai The Blues Messengers alla realizzazione del secondo disco,
'Blues Without Fronteers' (1990 - Green Line). Nel 1998 è uscito il cd
'Melody In The Blues', per l'etichetta BlueMelody da lui stesso fondata,
dove il blues si incontra con la musica classica rappresentata dalla
moglie Paulina Golas al violino. Infine nella primavera di quest'anno uscirà 'The Blues Is Back', ancora
per BlueMelody, pieno di blues ma anche di tutte le altre influenze
musicali di Joe e che rappresenta, dopo anni non proprio facili, un vero
ritorno. Marchio di fabbrica del cd sono, inevitabilmente,
l'inconfondibile chitarra e la voce, assolutamente 'nera', di Joe
Galullo. |
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