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Sanguettare

Lu Sanguettare

San Marco in Lamis Veduta del Villaggio nel 1910Non sempre e non tutti i barbieri vivevano unicamente sbarbando e tosando i propri clienti. C'erano barbieri che erano molto "bravi" a estrarre denti a crudo, senza anestesia, e c'erano barbieri "bravi" a sagnà (eseguire salassi). Era una pratica piuttosto diffusa che veniva effettuata con una sanguisuga, una mignatta, che veniva fatta attaccare su una vena del paziente e lasciata lì finché non si gonfiava di sangue succhiato dal suo corpo.

Anche nelle case si teneva, dentro una bottiglia con l'acqua, qualche sanguetta, comprata da un venditore, che non era di Sammarco, chiamato appunto sanguettare.

Le sanguisughe venivano catturate nei pantani delle marane del nostro Tavoliere, pantani che si formavano dopo i temporali. In quelle acque fetide nascevano e crescevano le sanguette che poi venivano pescate con reti e cestelli.

A proposito di rimedi per la salute, alcune donne si erano specializzate nel fare li coppe. Soprattutto gli uomini esposti ad intemperie e alla fatica, erano soggetti a dolori che venivano alleviati dalli coppe a vente. Si prendeva un pezzetto, di sette, otto centimetri di lato, di stoffa leggera di cotone e, al centro, si metteva una moneta di dieci centesimi e si legava il pezzo di stoffa. Alle punte di stoffa, che rimanevano più o meno in posizione verticale, si dava fuoco, applicando il tutto sulla parte dolorante, e si copriva con un bicchiere bello grosso, una coppa appunto. Il calore sviluppato provocava la reazione del muscolo, il quale si sollevava all'interno del bicchiere. L'operazione terminava con l'estinguersi del fuoco: il gonfiore si ritirava e il bicchiere si svuotava, fino a staccarsi facilmente, mentre il dolore si attenuava o scompariva del tutto. Era un fatto di semplice illusione psicologica? Molti ritenevano la coppa a vente un rimedio infallibile. Un'altra pratica era la coppa a sagne, la coppa a sangue, che prevedeva la fuoriuscita di sangue.

Altre donne, poi, erano specializzate a mettere a posto ossa e tendini quando si verificava qualche sbussudatura (slogatura), mentre altre ancora con parole incomprensibili e gesti misteriosi riuscivano a calmare o far scomparire il male al pancino dei bambini di tenerissima età. Non parliamo, poi, dell'affascine (malocchio) e delle pratiche ad esso legate.

Pubblicato il: lunedì, 20. settembre 2004 (1643 letture)

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