Chiude il portale turistico Italia.it
una vetrina costata molto cara
Spesi sette milioni solo per la creazione e la gestione
Francesco Rutelli alla presentazione ufficiale del logo It, marchio turistico per l'Italia
ROMA
- Doveva essere la vetrina del Belpaese nel mondo, una porta d'accesso
web immediata e ricca, una carta da visita d'eccezione per promuovere
il patrimonio turistico e "riportare l'Italia al posto che le spetta".
Ma Italia.it ha chiuso i battenti dopo numerose polemiche ed una vita breve e travagliata.
Per il portale - presentato dal ministro per i Beni Culturali Francesco
Rutelli alla BIT 2007 - la fine più volte annunciata è arrivata, come
conferma il capo dipartimento per l'Innovazione Tecnologica, Ciro
Esposito. Termina così, dopo innumerevoli peripezie, critiche a 360 gradi e accuse di sprechi contro il "mostro" per cui sono stati stanziati 45 milioni di euro, un'avventura che fin dall'inizio ha diviso più che unire. Da oggi cliccando www.italia.it, l'indirizzo più logico e immediato che chiunque, in qualsiasi parte del mondo, possa digitare intuitivamente per cercare informazioni sul nostro Paese, si riceve un messaggio di errore. Il dominio nazionale per eccellenza non è più operativo: gira a vuoto e lascia un vuoto imbarazzante.
"A ottobre il ministro per i Beni Culturali con delega al Turismo Francesco Rutelli - ha spiegato Esposito - disse che il portale non era più funzionale. Noi di conseguenza abbiamo deciso di procedere ad un momento di ripensamento. Il contratto che era stato siglato con una società di cui l'Ibm era la capofila, era valido fino al 31 dicembre. Dal 1 gennaio abbiamo attivato le procedure di chiusura". E ora che succederà della vetrina turistica promossa con tanto entusiasmo?
"Ora si dovrà decidere come procedere", ha spiegato Esposito. Dei 45 milioni di euro stanziati per il funzionamento del portale, ne sono stati spesi, in due anni e mezzo, circa 7 per la costruzione e la gestione.
L'ultima parola, forse, non è ancora detta e il portale potrebbe rinascere: "Ci sono dunque tutte le risorse per riprendere il lavoro - ha proseguito Esposito - bisognerà decidere con quali attori, se indire un nuovo bando di gara o no e individuare il nuovo gestore".
Il portale, frutto della collaborazione tra governo, ministro Nicolais e le Regioni italiane ha da subito raccolto critiche: impostazione vecchia, troppi clic per arrivare alle pagine interne, perfino contenuti errati. Condanna quasi unanime anche per i costi eccessivi ed i tempi di realizzazione del sito, voluto inizialmente dall'ex ministro per l'Innovazione e la Tecnologia Lucio Stanca ed "ereditato" dal ministro per i Beni Culturali Francesco Rutelli. Già più volte il vicepremier aveva detto nei mesi scorsi che il progetto aveva dimostrato di non funzionare, ammettendo durante un'audizione in commissione Industria al Senato che le responsabilità erano sia dello Stato che delle Regioni.
"Le decisioni sono state prese dal governo nazionale, ovvero dai ministeri di Rutelli e Nicolais", ha detto l'assessore della Regione Liguria Margherita Bozzano, che è responsabile dei contenuti del portale per le Regioni.
Il Codacons ha annunciato la presentazione di un esposto alla Corte dei Conti. "Va aperta un'indagine per accertare come sono stati spesi nel dettaglio questi 7 milioni e quali vantaggi concreti il portale abbia portato al turismo italiano, verificando eventuali sprechi di denaro pubblico".
ALESSIA MANFREDI
Repubblica online 21 gennaio 2008)
Creato da Stanca, proseguito da Nicolais, con 45 milioni di euro da spendere
Il sito del turismo nazionale è diventato oggetto di culto negativo del web
Italia.it tanti soldi e tante critiche
per lo sfortunato portale del Bel Paese
SE L'ITALIA è tutta da scoprire, Italia. it è un vero mondo fantastico
in cui immergersi e non uscirne più. Il portale del turismo italiano,
la guida on line alle bellezze nazionali, dall'inizio è parso un
miracolo di creatività, intrapresa e autentica sfida mondiale alla
ragione e al portafoglio. L'idea extralusso, bisogna dirlo, è venuta a
Lucio Stanca, inoperoso ministro dell'Innovazione del governo
Berlusconi. Sul finire del quinquennio, siamo nel 2005, Stanca decise
di sovvertire il luogo comune secondo il quale - nome omen - lui fosse
un politico molto pigro. Poche cose, e delle poche, nessuna da
ricordare. Per farsi ricordare, la svolta. Quarantacinque (45) milioni
di euro per pensare, realizzare, lanciare e consolidare il portale web
italiano: anche uno spillo della bell'Italia, su italia. it, si sarebbe
trovato. Quarantacinque milioni di euro "per un sito che non esiste", titolammo su Repubblica.it nel marzo dell'anno scorso.
La cifra, impressionante, è stata confermata nei bilanci del nuovo governo. Al posto di Stanca, Luigi Nicolais che ha nominato al dipartimento dell'Innovazione e delle Tecnologia un nuovo dirigente, l'ingegnere Ciro Esposito. Quando Esposito ha raggiunto la nuova poltrona ha trovato tutto fatto: l'associazione di imprese vincitrice del mega appalto, Ibm, Its e Tiscovery, il senso anche estetico dell'intrapresa, la missione di sostegno e rilancio dell'economia legata al turismo, eccetera e ancora eccetera.
Con un milione di euro "è stato finanziato lo studio di fattibilità". Quasi due miliardi per girovagare sul web, comporre e scomporre, indagare e analizzare, segnare e ricordare. Chiusa faticosamente la fase dello studio è iniziata, velocissimamente, la fase due: la realizzazione del portale. E qui il bello. Come in un oceano, tutto il web è iniziato a ribollire di siti, blog, controportali, binocoli di ogni forgia e denunce di ogni tipo. Un popolo in marcia con l'unico obiettivo di fare le pulci a Italia. it. Generosi, i redattori del web governativo hanno largheggiato un po' con le distrazioni. Altrove (scandaloitaliano; ritalia e una serie numerosa di altri siti) hanno spinto sull'acceleratore delle denunce. Sono nati comitati di boicottaggio, si sono riunite famiglie di professionisti del web, hanno lavorato gomito a gomito fior di analisti per - appunto - analizzare anche la più modesta citazione e verificarne l'attendibilità.
Un universo contro italia. it. I liguri incazzati perché San Remo (staccato) era adagiata in pianura e non stretta dai monti, i marchigiani indispettiti per l'assenza del mare, i napoletani incavolati per la foto che ritrae la loro città come il luogo della neve anziché del sole (ahi: 'o paese do sole). Alberghi sardi indicati a Messina. Insomma, di tutto e forse di più: vie che non sbucano, feste che non vivono, festival che non si rinnovano. Uno schedario di cosone e di cosette, un florilegio di accuse, e di denunce che nei mesi hanno raggiunto giornali e fogli di ogni latitudine.
Mai è accaduto che un portale si procurasse tanta inimicizia, mai tanti chili di inchiostro versati. Colpa dei soldi: se hai tanta grana in tasca non hai diritto a sbagliare. Ricapitoliamo: un milione per la fattibilità, quattro milioni per la prima realizzazione: "Siamo a cinque e dobbiamo spenderne altri quaranta", dice l'ingegner Esposito. L'ingegnere sembra soffrire dinanzi a tanta spesa, "ma i soldi sono in bilancio e abbiamo il dovere di metterli a frutto. Magari facendo ogni sforzo per gestirli al meglio".
Altri quaranta milioni? Certo che sì. La redazione, composta da una decina di giornalisti, indaga e segnala, trascrive e corregge, aggiorna e propone. Ma lo schema, molto sovietico, che ha ispirato il sistema di governo del portale pone al di sopra della redazione oltre a un direttore editoriale un grande comitato che risorveglia e ristudia, rianalizza e ripropone italia. it.
Nove rappresentanti delle Regioni più nove rappresentanti delle categorie (albergatori, commercianti...). Un comitatone centrale, simile a quelle vaste assemblee di condominio, che raccoglie e smista le segnalazioni di altri comitati locali. Uno per regione. Le Regioni, è stato così deciso, otterranno ciascuna circa un milione di euro. Venti milioni di euro sono infatti diretti a questi enti che devono raccogliere le forze ed effettuare tutti i links regionali, aggiungere granelli locali a quegli altri, sostenere dal basso il portale, arricchirlo con ogni minuzia, fino a creare un transatlantico, un mostro mai visto di luoghi e notizie. Venti milioni per linkare, venti milioni sì.
E non è finita qui! Restano purtroppo nelle mani dell'ingegner Esposito altri venti milioni. "Beh, quelli servono a lanciare il prodotto, promuoverlo in ogni parte del mondo, pubblicizzare con ogni partnership utile la sua esistenza". Sommersa dai soldi, inebetita dagli euro, provata dalla sua oramai insopportabile opulenza, italia. it annaspa invece di navigare veloce, sballottata dal moto ondoso delle critiche, incupita dalla sua rotta oceanica.
Ogni giorno che passa un guaio, ogni ora un errore, ogni minuto una segnalazione. Francesco Rutelli, che ha la delega al turismo, mai avrebbe immaginato tanto caos creativo. Speriamo che non si sia accorto dell'ultima pernacchia collettiva, tecnicamente la chiamano gloogbombing. Chi volesse andare su google, puntare il dito su m.... e poi cliccare, troverebbe, che gaffe, al primo posto Italia. it.
"Merde!", direbbero i francesi.
Segnala una storia a:
a. caporale@repubblica. it
(19 marzo 2007)