Le proposte dell’Italia dei Valori
Il gruppo consiliare e la sezione dell’Italia
dei Valori, proseguendo nell’azione di informazione da tempo intrapresa, continuano a suonare il campanello d’allarme sul modo irresponsabile con
cui si amministra il nostro Comune, che ci condurrà al dissesto totale e ad una
situazione dalla quale sarà veramente difficile riprendersi. Vediamo alcuni
provvedimenti.
“Borse di studio” fittizie per coprire assunzioni temporanee.
Con deliberazione n. 246 del 31.12.10 (con i botti di fine anno e in prossimità della campagna elettorale) la Giunta ha deliberato il conferimento di 10 borse di studio per laureati per complessivi € 36.000.
Non potendo fare alcun tipo di assunzione
(quelle figure professionali e relativi posti previsti nella pianta organica
sono di fatto inesistenti per la notoria situazione di deficit del bilancio), la
Giunta ha pensato bene di aggirare l’ostacolo camuffando il tutto con “borse di
studio”.
Però, la procedura di assegnazione e l’espletamento di un vero e proprio incarico corrispondono ad un contratto di prestazione d’opera: infatti, si parla di importo lordo (il che fa presupporre ritenute); si parla di assicurazione, di obbligo di collaborazione per un numero di ore non inferiore a 20 settimanali e per sei mesi (se un laureato viene premiato ed incoraggiato a studiare con chi e perché deve collaborare obbligatoriamente in tempi e modi prestabiliti?), il che significa un compenso di € 7 all’ora circa, calcolando 24 settimane (è umiliante, considerando anche altre esperienze che hanno visto giovani speranzosi ed entusiasti utilizzati solo per fare fotocopie).
Per aspirare alla “borsa di studio”, poi, il candidato dovrà assoggettarsi ad una selezione, tipica, anche questa, delle assunzioni o, comunque, delle procedure per contratti di prestazione d’opera: oltre al titolo di studio, infatti, la Commissione, presieduta dal Responsabile del Settore Servizi Sociali, valuterà anche il curriculum vitae ed un colloquio. Ma, il capolavoro sta nella distribuzione del punteggio: 5 punti con 110 e lode e 5 punti per il curriculum; questo significa che un candidato con 110 e lode può tranquillamente essere preceduto da un candidato con 91. E’ chiaro, alla luce di “tutto” quanto appena detto, che la selezione si può “ben controllare”.
Siccome, poi, le figure previste corrispondono a posti vacanti, chi lo sa se qualche attestato non sarà utile per futuri concorsi o assunzioni temporanee. Dato il periodo fa sempre bene creare qualche illusione!
Inoltre: che cosa devono fare effettivamente questi giovani? Soprattutto, che cosa deve fare uno specialista in Scienze della Comunicazione nello staff del sindaco?
Noi crediamo che questa deliberazione sia illegittima perché la legge vieta spese per servizi non espressamente previsti per legge in caso di debiti (art. 191 del TUEL), ma se proprio la si vuol tenere in piedi, quantomeno sia modificata e resa più equa: noi proponiamo di eliminare qualsiasi forma discrezionale di valutazione (il colloquio soprattutto) e di rendere già noti i criteri di assegnazione del punteggio, riequilibrando il rapporto tra voto di laurea e curriculum e considerando, magari, anche il reddito familiare ed il tema della tesi di laurea. Inoltre, proponiamo una commissione di effettiva garanzia per tutti e di estendere il bando a tutti i laureati: non si capisce perché, ad esempio, si preveda la laurea in psicologia e non quella in sociologia o in scienza della formazione; oppure: perché scienza della comunicazione sì e non la laurea in lettere o in filosofia; e lo stesso si può dire per le lauree in scienze naturali, fisiche e matematiche o agraria o per ingegneria: perché escludere ingegneria meccanica, gestionale, informatica, elettronica, ad esempio, visto che nelle premesse della deliberazione si dice di voler sostenere (come non si capisce) la crescita del tessuto produttivo locale?
Infine, il bando non indica la data del conseguimento della laurea: possono concorrere anche gli ottantenni o coloro che si sono laureati dieci anni fa?
GEMA: pioggia di ingiunzioni di pagamenti e sospensione delle procedure di riscossione coattiva da parte della Giunta solo per qualche caso (il Comune non ha incassato oltre € 400.000).
Con la deliberazione n. 183 del 02.11.2010 la Giunta Comunale ha sospeso per 6 mesi una cartella esattoriale di euro 177.610,49, compresi interessi, diritti e spese, a carico di una ditta.
La motivazione è sorprendente: nella somma sarebbero state ricomprese somme già pagate e non scomputate e la ditta si è impegnata ad esibire tutta la documentazione relativa. A parte che il Comune poteva già verificare se e quanto era stato già pagato, ma è possibile che per esibire ricevute di pagamento occorrano sei mesi?
A parte i tempi un po’ esagerati, però, che ci sia un chiarimento per evitare azioni giudiziarie va bene. Ma, perché lo stesso criterio non viene applicato per le migliaia di ingiunzioni di pagamento che la GEMA invia senza nessun preavviso di accertamento o di contestazione? Perché non si dà anche al comune cittadino la possibilità di poter dilazionare i tempi di risoluzione delle controversie? Perché gli amministratori abbandonano i cittadini comuni ai capricci della GEMA senza esaminare le loro rimostranze?
Noi proponiamo una sospensione di tutte le ingiunzioni di pagamento emesse dalla GEMA per verificarne, con una commissione del Consiglio Comunale, il loro fondamento, visto che molto spesso sono del tutto arbitrarie e vengono annullate (non tutti i cittadini però hanno pazienza, tempo e strumenti per contestare la GEMA) e visto che, molto probabilmente, una delle ragioni del fatto che i conti del Comune non tornano, più che nei debiti, forse è da ricercare nelle entrate inesigibili iscritte in bilancio sulla base di accertamenti poco seri.
E, giacché ci siamo, informiamo i cittadini che tra mancati pagamenti di oneri e sanzioni amministrative, nel settore edilizio, vi sono altre somme da recuperare dell’ordine sempre di centinaia di migliaia di euro, così come bisognerebbe recuperare il fitto, anche questo dell’ordine di un centinaio di migliaia di euro, per una cava e somme dell’ordine di diverse decine di migliaia di euro per utilizzo di strutture comunali.
Visto che l’Assessore al Bilancio ha trovato tempo ed ha speso denaro per manifesti che denunciano il governo Berlusconi per le minori entrate che ci saranno, perché non trova un po’ di tempo per dirci come stanno le cose e come la vede rispetto a tutto questo?
Trasferimento di un vigile e immediata assegnazione ad altro ufficio (e poi non ci sono vigili!).
Per mobilità (cioè trasferimento da un ente ad un altro) è arrivato al Comune un nuovo vigile, ma, senza nemmeno fargli indossare la divisa (forse mai confezionata e mai data in dotazione), è stato subito assegnato ad un ufficio amministrativo.
L’Italia dei Valori chiede o la revoca del provvedimento di trasferimento o l’assegnazione del dipendente al Comando dei Vigili che ha urgente bisogno di operatori (non è possibile, ed è illegittimo, fare un bando di mobilità per le esigenze di un ufficio e per una specifica qualifica e poi destinare chi ottiene il trasferimento proprio grazie a quella qualifica a tutt’altre mansioni: in qualche passaggio della procedura c’è una palese discordanza tra ciò che si dice in atti pubblici e la realtà dei fatti).
Per il momento ci fermiamo, ma, tra mille difficoltà ed ostacoli frapposti da chi pure si dice “democratico”, stiamo raccogliendo altre informazioni che gireremo alla cittadinanza quanto prima. Ma a parte l’informazione dei cittadini, invitiamo anche gli altri partiti, e soprattutto i consiglieri comunali di sinistra che magari subiscono questi atti, a chiedere di trattare in Consiglio Comunale questi ed altri argomenti per correggere errori ed evitare altri danni per i nostri amministrati.
Gruppo Consiliare e Sezione Italia dei Valori
San Marco in Lamis